nome: Wiz
cliente: Wired
data: Settembre 2018
assistente al progetto: Alessandro Stabile – Luca Madonini
produzione rendering: AVisualization | Alessandro Trigila

Wired ha chiesto a Giulio Iacchetti di disegnare un oggetto che avesse un unico scopo: semplificare la vita. Il risultato è Wiz, una bacchetta magica: “Semplicità non è far scomparire, ma creare una relazione intuitiva con un oggetto, per cui capisci subito come funzionerà. La bacchetta magica produce questa reazione”.

‘Giulio Iacchetti cerca sicuramente in una riserva a lui cara, quella del sacro, ma anche nell’immaginario simbolico-magico, senza abbandonare la sua ossessione per la progettualità. In un mondo, quello del design degli oggetti tech, che si divide tra epigoni delle forme del passato o riproduttori di quelle della natura e scomparsa delle preesistenze («pensa alla Apple degli ultimi anni in cui nessun progetto si radica in qualcosa di già esistente nel nostro immaginario»), Iacchetti si inventa un super oggetto che oggi non c’è e al tempo stesso rintraccia qualcosa che esiste nell’enciclopedia di tutte le latitudini e le storie, a tutte le età, in tutti i vocabolari come modo di rispondere a ogni superdomanda.

Disegna una bacchetta magica, Wiz, che ha proprio la forma di una bacchetta magica.

Dopodiché – anche qui in un cortocircuito con il processo standard del design – mette la bacchetta al centro di un tavolo e apre la discussione a ciò che dovrebbe poter fare questo prodotto tecnologico. La vera novità del design è questo processo.

Una reazione che aggira totalmente la domanda, non producendo né un oggetto semplice che dia funzione alla sua forma, né un semplice oggetto che incarni diverse funzioni, ma un oggetto-funzione, archetipo della sua forma unica e riconoscibile e funzione di tutte quelle possibili.’

Chiara Alessi

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