giulio iacchetti industrial design
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nome: Happy Dice
cliente: Skitsch
data: 2010
assistente al progetto: Federico Angi

Il dado è tratto. Pare che si giochi a dadi da tempi immemorabili, addirittura da prima che fosse inventata la scrittura, e pare che tutte le civiltà più antiche, a partire da quella orientale-indiana per arrivare a quelle occidentali greca e latina, avessero la medesima passione per la sfida e la scommessa. Un’ebbrezza radicata che da secoli fa sentire il Caso prima tra le mani, e poi lo fa rotolare sotto gli occhi determinando la sorte di chi vince e di chi perde. “Happy Dice” è perciò la rivisitazione contemporanea di un gioco millenario che, con lieve ironia, si prende beffa della sorte, sorridendole; è anche il gioco di veder crescere, un segno alla volta, la composizione di sei facce, sempre espressive e sempre pronte ad ammiccare un sorriso.